Ibridazione in situ con fluorescenza

Ibridazione in situ con fluorescenza

Ibridazione in situ fluorescente (FISH) è una tecnica citogenetica molecolare fondamentale che consente la rilevazione e la localizzazione di sequenze specifiche di DNA sui cromosomi, facilitando un’analisi genetica precisa in contesti di ricerca e clinici.

Principi di FISH

FISH utilizza sonde di DNA o RNA marcate con fluorescenza che sono complementari alle sequenze di interesse. Queste sonde vengono denaturate e poi ibridate a DNA cromosomico denaturato o nuclei fissati su vetrini microscopici. Una volta avvenuta la legame (ibridazione), i vetrini vengono lavati per rimuovere le sonde in eccesso, e le sonde ibridate vengono visualizzate mediante microscopia a fluorescenza. I siti di ibridazione specifici appaiono come segnali luminosi, corrispondenti alla posizione delle sequenze di DNA bersaglio.

Applicazioni in citogenetica

FISH ha rivoluzionato l’analisi citogenetica offrendo vantaggi unici rispetto alle tecniche di bandeggio tradizionali:

  • Rilevazione di anomalie numeriche e strutturali: Consente l’identificazione di delezioni, duplicazioni, inversioni, traslocazioni e aneuploidie sia in cellule in metafase che in interfase.
  • Diagnostica oncologica: Utilizzata per la rilevazione e la caratterizzazione di cambiamenti cromosomici associati a malignità ematologiche e tumori solidi, anche in campioni non idonei per il cariotipo convenzionale, come tessuti fissati in formalina e inclusi in paraffina.
  • Diagnosi prenatale e postnatale: Consente una rapida valutazione delle anomalie cromosomiche in cellule fetali ottenute da amniocentesi o campionamento di villi coriali.
  • Mappatura genetica e organizzazione del genoma: Facilita l’assegnazione di geni a posizioni cromosomiche specifiche.
  • Rilevazione di microdelezioni e riarrangiamenti criptici: Identifica cambiamenti submicroscopici non rilevabili tramite analisi di cariotipo standard.

Vantaggi principali

Può essere eseguita su cellule non in divisione (in interfase), consentendo l’analisi di campioni altrimenti inaccessibili per la citogenetica standard.

Consente l’uso simultaneo di molteplici sonde fluorescenti, fornendo un’immagine multicolore dettagliata di più bersagli all’interno di una singola cellula.

Alta sensibilità e specificità per le sequenze bersaglio.

 

Ibridazione in situ fluorescente rimane uno standard di riferimento per l’analisi citogenetica mirata, offrendo alta risoluzione, flessibilità e valore diagnostico che continua a spingere i confini della ricerca genomica e della medicina personalizzata.